Referendum: una vittoria della gente comune

Comunicato stampa del 14/06/2011

Referendum: una vittoria della gente comune

Una valanga di SI contro la privatizzazione dell’acqua bene comune, contro il nucleare e per l’abrogazione delle norme sul legittimo impedimento.

Grazie all’impegno di decine di migliaia di persone comuni, volontari, associazioni, nei mesi scorsi sono state raggiunte le firme necessarie per realizzare i referendum.

Il voto della maggioranza degli italiani ha premiato questo impegno, affermando il principio che su beni essenziali per la vita, come l’acqua e l’aria, non è possibile mettere i profitti al di sopra e la giustizia deve essere uguale per tutti. Il buon senso della gente comune ha prevalso sulle logiche di bottega, sugli interessi partitici, evidenziando che la politica è lontana dalle esigenze umane più profonde.

E’ un segnale di speranza che dà fiducia nella possibilità che la gente cambi in meglio la propria vita unendosi in nome di valori umani essenziali di solidarietà, reciprocità, mutuo aiuto, fraternità, giustizia, grazie ai quali battere l’egoismo sociale e individuale che fino ad oggi ha prevalso e che ha permesso a potenti cricche di fare quello che hanno voluto, colpendo in particolare le persone più deboli e indifese e scaricando in generale su milioni di persone i veleni del malaffare e dell’accaparramento di beni e ricchezze.

E’ una vittoria che nasce dalla ricerca di tante e tanti, iniziale e confusa eppure possibile, di un bene comune, bene condiviso, bene per tutti e non solo per noi stessi, perciò eticamente e qualitativamente superiore.

Questa vittoria fa bene alle nostre possibilità concrete di vita perché difende la vivibilità sulla nostra terra già tanto devastata e sfruttata, ma fa ancor più bene al nostro spirito perché può farci prendere coscienza che siamo uomini e donne in carne e ossa e non merce fra le merci e per questo meritiamo dignità e rispetto e come noi la meritano tutte le altre persone che possono essere accolte in nome della comune umanità.

E’ una vittoria, infine, della capacità di autorganizzazione delle persone, della forza di piccole associazioni e organismi indipendenti che stavolta non hanno voluto delegare ai grandi apparati. Partiti e sindacati, infatti, sono saltati sul carro del vincitore, con una grande dose di prepotenza e strumentalità, solo qualche settimana prima del voto, quando hanno fiutato un’aria favorevole.

E’ una vittoria della gente comune, non dei partiti.

Gustiamoci, dunque, il sapore di questa vittoria che appartiene a tutti e tutte. Prepariamoci, infine, a difendere questo successo della e per la dignità, memori degli scippi già subiti con altri referendum pur vittoriosi (a partire da quello sul nucleare del 1986): solo l’impegno in prima persona, l’autorganizzazione, il protagonismo di ciascuno e ciascuna basati sul valore della solidarietà, della vivibilità, dell’accoglienza possono aiutarci a costruire una alternativa di vita felice e sicura.

Comitato Solidale Antirazzista di Zagarolo e dintorni

14/06/2011

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